3° Forum - 26 Settembre 2014

Una giornata per il Mediterraneo

Il Semestre Italiano di Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea ci dà la possibilità di un aggiornamento delle politiche nel Mediterraneo proprio nel momento in cui sta avanzando una diffusa consapevolezza, a partire dalla stessa BCE, che un'Europa a trazione baltica, tutta rigore e fiscal compact, non può funzionare. Lo stesso Premier lo ha del resto sottolineato più volte, invitando la politica europea a "cambiare verso", riportando il Mediterraneo al centro del processo di costruzione che non può essere inteso soltanto come un fatto "continentale" in senso stretto, ma come il fuoco di un processo che include obbligatoriamente il quadrante euroasiatico e l'area africana subtropicale. Lo studio delle vicende del Grande Mare, per usare una delle tante definizioni che lo accompagnano, è dunque un passaggio fondamentale per ricostruire il tessuto connettivo di relazioni e scontri succedutisi dalla preistoria fino ad oggi, quando la velocità delle reti di comunicazione sembra aver accelerato anche gli eventi politici. Basti pensare che in soli tre anni siamo passati dalle promesse fugaci delle cosiddette primavere arabe al convulso e tragico puzzle mediorientale degli ultimi mesi che sta rottamando le stesse unità statuali uscite dagli ormai decrepiti accordi Sikes-Picot di quasi cento anni fa.
Franco Cardini nel suo Il Grande Blu, vuole cogliere questa opportunità ed offrirci una rilettura del Mediterraneo che ne valorizza gli elementi di unità e di continuità, ricercando quelle direttrici che carsicamente tendono a riemergere nel corso della storia come un imprinting incancellabile. Ed il CIHEAM - Centre International de Hautes ètudes Agronomiques Mèditerranèennes - costituito nel 1962 grazie all'intuizione politica di una classe dirigente dei Paesi latini che voleva fare della decolonizzazione lo strumento di un nuovo avvicinamento, nonostante la guerra fredda, fra Nord e Sud, non poteva non cogliere questo spirito per legittimare la sua missione, quella del dialogo e dello scambio fra la diverse sponde.
Accanto a questo sforzo di ricostruzione dell'album di famiglia - da Braudel a Cardini, passando per Abulafia e Matvejevic - i flussi commerciali e di capitale che lo investono nel grande gioco della nuova globalizzazione delle commodity materiali ed immateriali, richiedono da parte dell'Europa una presenza moltiplicata perchè gli investimenti extraeuropei sul Mediterraneo stanno crescendo vertiginosamente se non superano nettamente le tradizionali quote UE. In questo senso MediTerra, il Rapporto che periodicamente il CIHEAM produce sui mercati agricoli e la logistica del Mediterraneo rappresenta un'arma a disposizione delle istituzioni e del tessuto imprenditoriale nella quotidiana competizione che non conosce più tregua e confini di spazio. Ecco perchè riteniamo che meriti una diffusione allargata oltre il cerchio degli addetti ai lavori.
La giornata per il Mediterraneo del 26 settembre vedrà dunque la Lezione su Il Grande Blu di Franco Cardini e la presentazione di MediTerra 2014 che saranno seguite da una serie di testimonianze di autorevoli rappresentanti dei tredici Paesi aderenti al CIHEAM sulle emergenze di un contesto geopolitico che necessita di una maggiore integrazione e di un sostegno ancora più convinto da parte di Bruxelles, troppo spesso risucchiata sull'asse est-ovest. Un cavallo di battaglia della nostra politica estera che si ripropone in tutta la sua drammatica attualità perchè, come ci insegna la storia, l'Italia è l'asse mediano del Mediterraneo ed è grazie a questo genius loci che ha attinto le ricchezze di una civiltà incomparabile.


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